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Thanks to the Italian language, our dear friend has found a mission in life: to be the connection between her American and Italian families. With her personality, charm and passion that, she said, "comes from my Italian blood," there's no doubt that she will be an wonderful ambassador of the language!

 

 

Can you tell me something about yourself?
-I was born in Massachusetts but I currently live in North Carolina. I moved there 13 years ago to teach at the University of North Carolina, Chapel Hill. I’m a dentist and I have a speciality in mouth diseases (oral pathology).
You’re a very busy woman! What do you do to  relax?
- For the last few years I’ve been studying Italian and that relaxes me! [laughing] I like to travel. I’ve been in many places, mostly for work, meetings or conventions. Now I have developed a passion to learn Italian.
Tell us about your Italian relatives
- My grandparents where both from Emilia-Romagna and my grandmother’s family still lives there. About two years ago I went to a meeting in Milan and my mother said, “You have cousins that live very close to Milan.” My mother, brother and uncles had gone there before, but nobody ever learned Italian. So when they went there, there were kisses and hugs but no conversation. I decided to learn a little Italian, so I could say more than hello to them. I studied for about eight months, but that was not enough.
That’s a wonderful  motivation!
- Yes. And when you arrive here you realize that you really don’t know anything! [laughing] But that time my family was so appreciative that I was the first one who ever came over here and bothered to try to talk to them. They knew that my language was limited but they didn’t care. When I left, I decided that maybe I should be the person who is going to be the link between the two countries. I returned in May 2014 for another meeting and again in October 2014, when I came with my cousin, who is 80 years old and had never been to Italy to meet his relatives. I offered to come with him and help him. [laughing]. We had a wonderful time and after that trip, again I thought, “I have to learn more.” 
And how did you measure your Italian progress  through all those trips?
- This is how I described it: my first time with them it was like “Hi, how are you, very nice to meet you, the food is good, where's the bathroom?” [laughing] The second time I came we shared simple family stories like "My mother did this, my father did that." My third visit, I learned all the family secrets!
Who knows what will you talk about this time! 
- Yes! After leaving here I’m going to visit them again, with my American cousins, my brother and his wife. I’ll be the official translator for four people, plus myself and the five Italian cousins. I’m sure it will be a success because I was here at the school a week earlier.
Why did you choose Siena instead of another city?
- Because they recommended Saena Iulia at the school where I used to study in my town. It’s called Chicle.
What was the most challenging thing for you  at the school?
- This week at school I took everything that I've learned all these years and put it all together. I think I made some progress. I also learned how to be confident when I speak. You have to gain confidence and here they've helped me do that. I also love the community. I feel like if I ever come back to Siena, even if I do not come back to the school as a student, I’ll be home. I don’t like to travel as a tourist. I want to be part of where I am visiting.
And you’re part of us now!
- Yeah, I feel like I have this bond now, no matter what happens in the future. I know that after this experience, I will be a different person.
And how about being able to share this experience with students of different countries and ages?
- Loved it. We didn’t have exactly the same level (of fluency) but we were very close. We were able to communicate with each other.  I learned from them and I hope they learned something from me! At night we went walking around and we always spoke in Italian. I love how much more you (at the school) do for people other than the education part. For example, you found us a place to stay.

Did you like the experience of living with a family?

-I stayed with this retired couple, in a beautiful apartment at the top of the hill. They didn’t speak any English to me. She cooked me breakfast and dinner and we talked all the time. We watched the news together. It felt like home. I just wish I could be here for a month.

You’re always welcome to come back
- Yes, I know that in order to speak Italian, you have to think in Italian. I’m not there yet, so that’s my next goal, to learn how Italians put their thoughts together, like with the idiomatic expressions. Maybe that is never going to happen! [laughing]
Certainly it will! 
- Right now I feel very smart! [laughing] But I think when you arrive at certain level you have to realize that the top of this is the bottom of the next. Anyway, I feel privileged to be able to come. It has been an honor for me. So thank you.
Thank you dear Alice. See you soon! 

 
 

Puoi dirmi qualcosa su di te in poche parole?
- Sono nata in Massachusetts ma adesso abito nel North Carolina. Mi ci sono trasferita 13 anni fa, per insegnare all’Università di North Carolina, a Chapel Hill. Sono dentista e specialista in stomatologia.
Sei una donna molto impegnata! Cosa fai per rilassarti?
- Ho studiato italiano per un paio d’anni, questo mi rilassa molto! [ridendo] Mi piace viaggiare, sono stata in molti posti, soprattutto per lavoro, colloqui e congressi. Adesso ho sviluppato una vera passione per l’italiano.
Puoi parlaci dei tuoi parenti italiani?
- I miei nonni erano dell'Emilia Romagna e la famiglia di mia nonna abita ancora lì. Due anni fa sono andata a un congresso a Milano e la mia mamma mi ha detto: “lo sai che hai un cugino che abita vicino a Milano?” Mia mamma, mio fratello e i miei cugini si erano già visti, ma nessuno parlava italiano, quindi quell'incontro è stato soltanto baci e abbracci, niente chiacchiere. Ho deciso d’imparare meglio l'italiano, per poter venire e almeno salutarli, quindi ho studiato per otto mesi.
Quella è una bella motivazione!
- Certo e quando arrivi ti rendi conto che non sai niente! [ridendo] Ma quella volta la mia famiglia è stata così grata perché io ero la prima persona che provava a parlare in italiano con loro. Sapevano che il mio italiano era limitato ma non era un problema. Dopo essere andata via, ho pensato che sarebbe stata una bella idea essere la persona che collega le famiglie nei due paesi … dopo sono tornata nel maggio 2014 e in ottobre 2014, con mio cugino. Lui ha 80 anni e non era mai stato qui per conoscere i suoi parenti, quindi mi sono offerta gentilmente di venire con lui [ridendo]. Abbiamo avuto un bel viaggio, e dopo ho pensato: “devo imparare ancora di più”.
E come fai a misurare il progresso del tuo italiano attraverso tutti questi viaggi?
- Io lo descrivo così: la mia prima volta con loro ho detto “ciao, come stai, piacere, il cibo è molto buono, dove è il bagno?” [ridendo] La seconda volta ci siamo fatti domande superficiali sulla nostra famiglia e basta. La terza volta, mi hanno svelato tutti i segreti di famiglia [ridendo]
Chissa di cosa parlerete questa volta!  
- Sì! Dopo aver finito qua andrò da loro, con i miei cugini americani, mio fratello e sua moglie. Sarò la traduttrice ufficiale per quattro persone, più me e i miei cinque cugini italiani. Ma sono sicura che sarà un successo perché sono venuta qui a scuola prima.  
Perché hai scelto Siena e non un'altra città?
- Perché me l’hanno consigliata nella piccola scuola dove studiavo l’italiano, si chiama Chicle.
Quale credi che sia la sfida più grossa che hai superato a scuola? 
- Qui ho preso tutto ciò che avevo imparato quest’anno e l’ho messo insieme. Penso di aver fatto dei progressi. Ho anche imparato come essere più sicura quando apro la bocca. Devi costruirti la fiducia in te stessa e voi mi avete aiutato a farlo. Amo anche questa comunità, sento che se dovessi ritornare a Siena, anche se non lo facessi come studentessa della Scuola, mi sentirò a casa. Non mi piace viaggiare come una turista, voglio essere parte di dove mi trovo.
Adesso sei parte della nostra scuola!
- Certo,  sento che adesso siamo insieme, non importa cosa capiterà in futuro. So che dopo questa esperienza sarò una persona diversa.
E che pensi della possibilità di condividere l’esperienza con persone di diverse nazionalità ed età?
- Mi piace molto! Non abbiamo esattamente lo stesso livello ma è molto simile, siamo riusciti a comunicare molto bene, ho imparato da loro e spero che anche loro abbiano imparato da me! La sera facevamo delle passeggiate attraverso la città, e parlavamo sempre italiano. Mi piace un sacco quello che fate per noi, oltre ad insegnare, per esempio, cercarci un alloggio …
Ti è piaciuta l’esperienza di vivere con una famiglia?
- Ho abitato con una coppia di pensionati, in un appartamento bellissimo. Loro non parlavano inglese con me, lei mi faceva la colazione, la cena, chiacchieravamo, guardavamo la tivù insieme, era come essere a casa. Mi piacerebbe poter rimanerci un mese ...
Ma puoi ritornare quando vuoi, sarai sempre la benvenuta.
-  Sì, so che per poter parlare in italiano è meglio riuscire a pensare in italiano. Non lo faccio ancora, quindi è la mia prossima meta, imparare a mettere i pensieri insieme come fanno qua, come nelle espressioni idiomatiche. Magari non ci riuscirò mai! [ridendo]
Certo che sì!
- Adesso mi sento così intelligente [ridendo], ma penso che quando arrivi a un certo livello ti rendi conto che la cima di questo è il fondo dell'obiettivo seguente. Comunque, mi sento così lieta di esser potuta venire qui, è stato un vero onore, quindi grazie.
Grazie a te cara Alice, a presto!  

 
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